Rappresentanti di lista cercansi!

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Per il Referendum del 4 dicembre 2016 stiamo cercando rappresentanti di lista presso i seggi del Comune di Argenta. Il rappresentante di lista vigila affinchè tutte le operazioni di voto al seggio si svolgano in maniera regolare e conforme alla legge.

Se vuoi collaborare con noi  compila questo modulo e verrai ricontattato al più presto per tutti i dettagli.

Per maggiori informazioni qui trovi i nostri contatti.

Grazie fin da adesso se vorrai darci il tuo contributo!

Facciamo il pieno di polli e tacchini

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Qualche settimana fa vi abbiamo raccontato dell’ampliamento degli allevamenti Vallone A e Vallone B a Filo per cui si prospetta un incremento di oltre 70.000 capi.

Il gruppo Amadori ha avviato ulteriori due richieste di screening rispettivamente per gli allevamenti Mezzano a Longastrino e Mantello ad Anita.

Per la frazione di Anita si prospetta un incremento di capi allevati da da 84.039 a 95.236 tacchini da carne nella modalità mista e a 115.000 nella modalità con sole femmine. Per Longastrino invece l’aumento previsto è da 105.982 a 115.000 nella modalità con sole femmine, oppure da 292.348 a 330.348 per la modalità di allevamento con polli da carne.

Complessivamente quindi, nella peggiore delle ipotesi, altri 99.922 capi allevati nel basso argentano

Anche per questi due progetti abbiamo presento agli Enti competenti le nostre osservazioni. Per leggerle clicca qui:

Se le motivazioni addotte per giustificare un miglioramento del bessere animale ci parevano assurde per gli allevamenti del Vallone A e B, tanto più ci appaiono queste in cui non viene apportata alcun tipo di miglioria ai capannoni esistenti.

Oltre a dire NO a queste richieste che interessano il nostro territorio, vi invitiamo a riflettere sulle ragioni per cui sono state avanzate. Se continuiamo a cercare tra gli scaffali del supermercato carne bianca a basso prezzo… queste sono e saranno le conseguenze.

 

 

 

 

 

Amianto in Argenta… lavori in corso

amianto

Siccome la questione eternit ci sta particolarmente a cuore, stiamo da tempo sottoponendo all’Amministrazione il problema delle coperture in amianto presenti sul territorio comunale.

Giusto per tenervi aggiornati, la cronologia dei fatti fino ad oggi:

  • dal momento che l’Amministrazione evidentemente non recepisce l’importanza della questione decidiamo di segnalare la situazione ad ARPA e AUSL con una nota di luglio 2016. E’ infatti abbastanza chiaro come i censimenti ufficiali di ARPA non contengano nella realtà tutti gli immobili con presenza di amianto nel territorio comunale.

Vi terremo informati sugli sviluppi sperando che qualcosa si sblocchi e che finalmente l’Amministrazione dia il via ad un serio censimento degli immobili contenenti amianto dandone conto non solo a noi ma all’intera cittadinanza.

Sempre in tema di amianto vi aggiorniamo anche in merito alla questione “Fornace di Campotto“. Non avendo ricevuto alcun riscontro in seguito alla nostra interrogazione ed alle richieste di aggiornamento, abbiamo segnalato la situazione al Prefetto nella speranza che le acque finalmente si smuovano e che qualcuno inizia seriamente a prendersi a cuore la questione. Vi terremo aggiornati.

 

 

Più tacchini ad Argenta… parola di Francesco Amadori!

tacchini

Nel territorio dell’Unione dei Comuni Valli e Delizie fioccano le richieste di ampliamento degli allevamenti esistenti con aumento considerevole del numero dei capi allevati. Ad Argenta sono già state avviate due procedure di screening ambientale che interessano gli allevamenti di tacchini di Filo, rispettivamente il Vallone A e il Vallone B entrambi della Società Teramana Srl del gruppo Amadori. Due sono invece le procedure avviate nel territorio di Portomaggiore e una quella per il Comune di Ostellato.

Entrando nel dettaglio di Argenta, per l’allevamento Vallone A si parla di un aumento di capi allevabili da 103.098 a 110.000 tacchini da carne nella modalità mista e a 141.098 nella modalità con sole femmine, per l’allevamento Vallone B invece l’aumento previsto passa da 99.442 a 110.000 tacchini da carne nella modalità mista e a 137.442 nella modalità con sole femmine. Complessivamente quindi sulla Via Parata a Filo si prospetta un incremento di circa 17.400 capi nella configurazione mista o 76.000 nella configurazione solo femmine!!!

Il progetto non prevede alcuna modifica edilizia ai capannoni esistenti se non nelle modalità di ventilazione (da naturale a meccanica) di alcuni di essi… tutto ciò a fronte di un dichiarato aumento del benessere animale!!!

Abbiamo studiato attentamente la documentazione e le argomentazioni addotte dalla Ditta per giustificare l’incremento dei capi e a nostro avviso sono paradossali. Per questo motivo abbiamo già depositato presso gli Enti competenti le nostre osservazioni tecniche. In particolare vorremmo conoscere quale sia la posizione ufficiale del Servizio Veterinario dell’AUSL, che sarà chiamato ad esprimersi sul miglioramento del benessere animale vantato dalla Ditta, a fronte di un aumento di numero di capi allevati senza modifiche infrastrutturali ai capannoni.

Riteniamo che tutte queste richieste di ampliamento di allevamenti intensivi insistenti sul territorio siano particolarmente fuori luogo, in un periodo come questo in cui permane l’allarme sull’influenza aviaria già riscontrata in questi mesi in un allevamento a Consandolo e in svariati allevamenti di Portomaggiore che ha portato all’abbattimento di migliaia e migliaia di capi (leggi la recente ordinanza della Regione Emilia Romagna n. 116 del 09/06/2016).

Per avere una visione più completa dell’impatto che hanno gli allevamenti intensivi sul nostro pianeta vi suggeriamo di dare un’occhiata al lungometraggio Cowspiracy e di documentarvi sul tema del legame tra la carne di allevamento e la resistenza gli antibiotici.

Lo sapete inoltre che il M5S si sta battendo per far passare una proposta di legge per un’alimentazione più sana e consapevole al fine di incentivare un’educazione alimentare che davvero favorisca il benessere e la salute dei cittadini? Se ti interessa leggi questo articolo a tema del deputato Mirko Busto.

Voi quali opinioni avete sugli allevamenti intensivi? Partecipate al nostro forum e discutiamone insieme.

PERCHE’ IL 17 APRILE VOTO SI’

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Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?

Io VOTO SI’ perché:

1. il referendum influirà in modo diretto sulla sorte di 17 concessioni da cui si estrae il 2,1% dei consumi nazionali di gas e lo 0,8% dei consumi nazionali di petrolio. Quantitativi matematicamente irrisori se il Governo pianificasse concretamente e strategicamente una transizione energetica verso le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico.

 

2. le grandi società petrolifere che gestiscono i pozzi (in mare ed in terra ferma) devono necessariamente avere un proprio business plan ed occupazionale basato sulla durata naturale delle concessioni a suo tempo Se così non fosse sarebbero degli sprovveduti e quindi, considerato che le concessioni in caso di vittoria del Sì proseguirebbero comunque fino alla loro scadenza naturale, non credo che ciò comporti alcun stravolgimento occupazionale e lavorativo. Di tutte le concessioni in mare, soltanto cinque scadranno tra 5 anni, tutte le altre scadranno tra 10-20 anni. Prima di quella data non si perderanno posti di lavoro e nuovamente non posso davvero pensare che le grandi compagnie petrolifere non abbiano pianificato il ricollocamento del proprio personale o non abbiano comunque possibilità di risistemarlo altrove. Sarebbe paradossale! Diverse oil company stanno procedendo alla riconversione industriale dei propri assets convogliando risorse verso le fonti rinnovabili

 

3. il petrolio ed il gas naturale presenti nel sottosuolo sono “beni indisponibili dello Stato” ovvero sono di proprietà pubblica e le compagnie petrolifere per estrarlo pagano delle royalties (% elargita a favore dello Stato) irrisorie (circa 7% per l’estrazione di gas ed olio a terra, 4% per l’estrazione di olio in mare). Sui giacimenti esiste una franchigia di estrazione (pari a 20 mila tonnellate di petrolio su terra e 50 mila in mare) al di sotto della quale non vengono calcolate le royalties e quindi è logico supporre che le compagnie petrolifere abbiano tutto l’interesse possibile ad estrarre poco e per molti anni, inoltre sono esentate dal pagamento le produzioni in regime di permesso di ricerca. Ecco perchè più a lungo viene concesso di estrarre (fino ad esaurimento del giacimento) meno soldi saranno tenuti a versare allo Stato Italiano. Una volta scadute le concessioni la compagnie sarebbero obbligate a smantellare gli impianti, bonificando i siti da eventuali inquinamenti. Inoltre la maggior parte della Società che estraggono hanno capitali sociali di 10.000 € con i quali  sono tenute a risarcire e bonificare in caso di incidente e danno ambientale. Non sarebbe il caso di piantarla di fare tutti questi regali  alle lobby dei petrolieri?

 

4. non è questo referendum che determinerà la crisi del settore oil&gas. Sono le congiunture economiche internazionali che stanno mandando in crisi l’intero comparto petrolifero. E’ documentato ampiamente quanto i margini di profitto legati al prelievo di combustibili fossili siano inferiori alle esternalità ambientali, ovvero ai costi sanitari ed ambientali che si devono sostenere per far fronte al loro utilizzo. Senza i sussidi alle fonti fossili, che annualmente gli Stati elargiscono tramite aiuti diretti ed indiretti alla produzione, distribuzione e consumo degli stessi, questo settore privatistico molto probabilmente non starebbe in piedi. Se teniamo conto dei sussidi alle fonti fossili dati a livello mondiale ci accorgeremmo che sono pari al 6,5% del Pil mondiale (5.300 miliardi di dollari in tutto il mondo. In italia per effetto dell’incentivazione per cui paghiamo in bolletta la componente A3, intitolata: “Promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilatearriviamo a circa 900 milioni dati alle assimilate. Se questi fondi venissero convogliati effettivamente nelle rinnovabili si potrebbero creare numerosi posti di lavoro, come ad esempio emerge uno studio dell’ENEA commissionato dal WWF secondo il quale nei prossimi 15 anni in Liguria, in termini di sola occupazione diretta, potrebbero nascere oltre 500 nuovi posti di lavoro dalla transizione verso un modello low carbon dell’economia. Questo sviluppo richiederebbe investimenti medi annui pari a 391 milioni di euro. Quanti favori dobbiamo ancora elargire a vantaggio delle fonti fossili che inquinano a svantaggio delle rinnovabili?

 

5. Perché il mio Governo, per boicottare gli esiti di questo referendum e favorire ancora una volta le lobby petrolifere, ha deciso di buttare al vento 300 milioni di euro pur di non accorpare la giornata di votazione con quella delle elezioni amministrative. Vi sembra logico?

 

In definitiva VOTO SI’ perché voglio che gli esiti di questo referendum servano a dare un segnale forte al Governo: voglio un piano energetico nazionale basato sulle fonti energetiche rinnovabili, sul risparmio e sull’efficientamento energetico. Voglio che non siano tutelate le lobby del petrolio a discapito della mia salute e della tutela dell’ambiente in cui vivo. Voglio che siano tutelati i posti di lavoro di chi vive in Italia di turismo, di pesca e di ambiente.

VOTO SI’ perché credo in una transizione energetica possibile. Non è utopia. Nel 2016 le tecnologie sono tali da consentirci di vivere senza l’utilizzo delle fonti fossili. Voglio che il Governo investa su questa strada, che dia sussidi e posti di lavoro a chi ha la mentalità per progettare per noi un futuro migliore e non alle lobby petrolifere.

 

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REFERENDUM DEL 17 APRILE SI? NO? BOOOO

Referendum Argenta

A meno di dieci giorni di distanza dal referendum del 17 aprile non abbiamo ancora saputo quale posizione intenda prendere la nostra amministrazione in materia di idrocarburi. Seguirà la strada dell’astensionismo sposata da Renzi o adotterà una qualche posizione pro o contro i famigerati impianti?

La cosa curiosa è che solo a settembre dell’anno scorso il nostro assessore all’Ambiente dichiarò, in una risposta ad un’interrogazione del PD che “nell’eventualità che richieste di perforazione per sondaggio o per estrazione vengano inoltrate con oggetto aree del Comune di Argenta, questa amministrazione si impegnerà per evitarne l’autorizzazione esprimendo il proprio dissenso in ogni sede in cui poter far riferimento. […] esprimeremo convinti il nostro parere contrario […] Siamo concordi, inoltre con i principi che animano l’interrogazione in questione, nell’ammettere che la politica energetica nazionale continua il processo di svincolo dei combustibili fossili e sia invece fondata sullo sviluppo di fonti rinnovabili, oltre che sul contenimento ed efficientamento dei consumi energetici degli utenti finali Leggi la DGC n. 49 del 07/09/2015.

Sagge parole quelle del giovane Assessore, la cosa “divertente” è che le stesse affermazioni le ripete da sempre il M5S eppure in questi giorni viene accusato di demagogia ed irrealismo da diversi  esponenti PD  fedelissimi a Renzi.

COERENZA AMMINISTRATORI. COERENZA PRIMA DI TUTTO. Vi chiediamo questo prima di ogni altra cosa. Le risposte che date in Consiglio Comunale dovranno pur avere qualche valore. Anche se il tema del referendum del 17 aprile non riguarda strettamente il nostro territorio perché da noi il mare non c’è, ciò non significa che le conseguenze delle trivellazioni siano meno importanti ed impattanti per i territori a noi vicini. Un Sindaco dovrebbe tenerne conto, soprattutto da quando è anche presidente in carica del Parco del Delta del Po e candida alcune località del suo territorio all’ambito riconoscimento del M.A.B. UNESCO.

Ricordiamo infine ai nostri Amministratori che da recenti comunicati stampa pare che gli 89 comuni dell’Associazione Comuni Virtuosi, di cui anche Argenta fa parte, abbiano risposto all’invito di Legambiente ed aderito alla staffetta dei sindaci per il Sì al referendum del 17 aprile. Ma Argenta è ancora nell’Associazione dei Comuni Virtuosi? Lo è solo per il pagamento della quota annuale o perché realmente dimostra di essere attenta e sensibile alle problematiche ambientali?

Anche per questo, attendiamo curiosi di sapere quale posizione esprimerà il nostro assessore in occasione dell’incontro organizzato dai “resuscitati” Futurogreen, che si terrà il giorno 12 aprile alle ore 18.00 nella saletta Voltini della Biblioteca Comunale ”F.L. Bertoldi”.

Referendum Argenta

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